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CHISSA’ DA QUELE MUSA STILLI (Per Antonio Rossi “Poeta”)

Chissà da quale musa stilli e plasmi

la vitale linfa attorcigliata e mai scontata.

Chissà quale cippo d’alloro montano

incatena e cinge il tuo pensar fremente.

Chissà quale canone interiore

or lineare or contorto:

intento del retorico stupire?

Stupisce la tua vena riservata a pochi

che come te innalzano il pensiero

al di sopra dell’essere naturale.

Sublime retorica acuta e raffinata

che a volte par di tori scorticati

da banderillas tinte d’arcobaleno.

Che a volte par di rose scarlatte

profumate di sangue e di morte.

Che a volte par di scogliere frantumate

dove l’onda il mare distilla.

Carico d’ansia il verso esasperato

defila nei meandri inesorabili,

sofisticati, arguti e riflessivi.

E sobbalzi sul sentiero incontaminato

delle lumache turbo diesel,

dove canuti arrancano disfatti

gli sbandati crostacei arcobaleno

sazi del sangue di un gallo agonizzante.

Eterna elisione di essenza vitale

concentrata e mai scontata

nel deserto di un foglio trapuntato

di8 oasi ristoratrici e frutti succulenti.

Ancella la tua mano, serve accorta

il verso traboccante di poetici deliri

incastonati e clonati di suprema speme.

Seme di lauro messo a dimora

sugli infiniti pascoli della luna innamorata.

Caro Antonio; dopo vari scambi epistolari con quasi tutti i poeti sardi e non, di un certo rilievo, non potevo non pensate a te, ultimo in ordine di tempo, grave dimenticanza. Niente di strano quello che ti dico , anzi ho cercato di carpire qualche tua espressione, giusto per sentirti più vicino.

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Published inPoesie in lingua Italiana

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