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DA RIFLESSI E RIFLUSSI

XX

La notte ha sciolto le catene

nella valle delle nevi

e un macabro sole stenta

sui volti fatiscenti

dalle labbra al silicone.

Lo zoo di fiere scorre

lungo il corso di Cortina.

Zibellini e visoni

addentano le volpi argentate

ed i mammut di pelle di povero

scrosciano sul selciato levigato.

L’aroma di cioccolata calda

confusa dal Chanel N° 5

quasi mi dà la nausea.

I Rolex vanitosi

ed i gioielli ostentati

si scontrano con le miserie.

Tutto si perde

nell’anfratto dell’inutile.

Questa notte non dormirò

pensando ai lebbrosi di Benares.

XXI

A pensarci bene

forse ancora

qualche briciolo d’infanzia

ancora m’accompagna.

Se nelle gote ancora

già solcate dal tempo,

della mamma

una carezza antica

il mio viso ricorda.

E gli sguardi ancora incerti

dell’infanzia infinita

che sbirciavano dentro

desideri inappagabili

di donne contagiose

già mature d’amore.

XXII

All’immenso

ho affidato la tua immagine.

Ora… tutto l’universo

sa di te, anima mia.

XVI

Ad una ad una morirono le stelle

e l’aurora fece spazio all’alba.

Le ombre sulla terra si allungarono

e le prime capinere cantavano alla vita.

La luce ci sorprese distesi

sul pascolo di candido lattice

e le membra appagate

avvolte in un campo di cotone

giacevano inerirmi.

La notte era finita,

tutto come prima.

Una mucca pazza androgena

cadde dalla via lattea.

Un’orso bruno scorticato

cadde dal Gran Carro.

Una stella cometa vagabonda

vagava senza meta.

I grilli assaltarono la luna

e le cicale scoppiarono sulle nuvole.

Il giorno ci sorprese…

dentro un esametro di Luis Borges.

XVII

Un tango porteno

mi riporta lontano

sotto una luna estiva.

E quella musica di Astor

fusa tra due bocche

ansimanti e calde

come le notti appiccicose

e peccaminose di Buenos Aires.

XVIII

Arriva il tempo

inesorabile e lento

a trascinarmi via,

a portar via dagli occhi

l’aurora del futuro.

Adesso rimpiango

le perse occasioni.

Ma… allora pensavo:

c’è tempo…c’è tempo.

XIX

Solo l’ombra

accompagna i miei passi…

quando c’è luce.

XII

Ma è proprio vero

che “poesia” significhi:

fare, produrre, costruire?

Se questo è vero

sto lavorando per erigere

castelli vagabondi

sopra le nubi del pensiero.

XIII

Sparpagliando versi incompresi

nel deserto di un foglio inaridito,

a volte mi dico “scemo”:

Chi vuoi che ti legga,

poesia agonizzante, spaurita,

meno importante di una griffe.

A malincuore spesso smetto

il delirio dei pensieri

in contrappunto a quel sano istinto

che i poeti psicotici

chiamano sacra ispirazione.

XIV

A bordo di una nave abbandonata

in preda alla furia degli elementi

ho attraversato la mia anima.

Oltrepassando i tropici dell’esistenza,

attraccando sull’onda della vita,

senza fari ne porto ne banchina,

sono giunto nell’indefinito

inventando a modo mio, la poesia.

XV

Solo l’indelebile nero

su qualche foglio accantonato

ricorderà l’autore di questi versi.

Nulla il resto…

Eppure nel piccolo

mi sono sentito grande,

quando elevando lo sguardo

un po’ più su dell’orizzonte

come di chi chiede

una grazia dall’Alto.

Col pensiero assentato

dalla cose circostanti

ho costruito il mio mondo

in versi primordiali

mettendo a nudo la mia anima.

VIII

Sulla tua pelle proibita

avara e sfuggente

come lampi di tempesta,

invano ho tessuto

la fitta ragnatela

dei miei tormenti.

Nella mia pochezza

si sono impigliati

quei tormenti.

IX

Inseguita dal vento

avvolta e celata

nel tuo burka malizioso,

passi sopra le mie voglie.

Solo i tuoi fianchi

morbidi e ammiccanti

svelano i segreti

celati nel basso ventre.

X

Penso alla frusta del vento

che calca il mirto e il cisto.

Catene di sogni s’inebriano

sugli anfratti spigolosi

dei miei anni verdi.

Tra le scogliere

il gemito perenne

del mare carico e ricco

di soavi leggende,

continua il canto

spasmodico e dulcamaro

che s’infrange nel vuoto

della mia anima vagabonda

XI

Giungerà l’ora dei liberi

nella pendola della fine.

Rintocchi d’aliti lontani

e di sogni impigliati

su fronde spezzate,

giaceranno in solitudine

sotto un lenzuolo di terra.

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Published inPoesie in lingua Italiana

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