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DOPO LUNGO SILENZIO OR M’ACCINGO

A: Gabriella Orgolesu – Olbia, Cecilia Brancati – Pegli, Giusy Marangoni – Lanciano, Juana Nunea Ortega – Granata, Anna Chiara Luzi – Bologna, Raimondo Dente – Berchidda, Giacomo Murrighili – Enas, Luigino Moro – Oberhausen , Karl Slather –

Austria, Lillino Fresu – Berchidda.

Dove lo Judrio plumbeo scorre e canta

nei pressi della casa ov’io dimoro

la quiete regna e l’armonia m’incanta.

Dolci augelli dal canto sonoro

mi fan la squilla già di buon mattino

dalle lor siepi di bosso e d’alloro.

L’auretta fresca di quel levantino

sfiora ed accarezza verdi fronde

del rigoglioso tiglio e del susino.

Le rondinelle gaie e si gioconde

col lor daffar volando sopra il tetto

per accudire i nidi sulle gronde.

E’ qui che passo il tempo mio diletto,

è qui che ansima l’alma ed il respiro,

è qui che d’ogni soffio m’empio il petto.

Ma… spesso l’umor muta e allor sospiro

al sol pensare di quel suolo avito,

perenne pena e dolce mio desiro.

Quel dolce rimembrar non mai sbiadito

della mia terra ch’ancor mia la sento,

seppure ancor imberbe ei m’ha tradito.

Sei tu Sardegna dolce mio tormento

al star lontano ancora il cuore duole

e spesso s’alza cupo il mio lamento.

Non mi confortan le dolci parole

che spesso sanno di mute ripicche

e disperse dal tempo restan sole.

Son solo a volte tra le mura antiche

la nostalgia il lagrimar m’invoglia

e allor che penso a tante cose amiche.

Qui dunque posso scrivere a mia voglia,

qui posso lamentarmi e alla fedele

mia penna confidare qualche doglia.

Or si do colpa al cuore mio crudele

che per pigrizia Voi ha trascurato

si che mi par ch’io sia un’infedele.

Da voi sarò di certo perdonato

seppur ritenga grave la mancanza,

per il silenzio mio, sarò scusato?

Spesso le norme di buona creanza

per altri impegni sani io trascuro

non certo per dispetto o riluttanza,

.

Già mi sapete di cuore non duro

e per amore spesso il petto geme

giammai dei dispiaceri io procuro.

///

Or ti ramento dolce, la tua speme

di pace e oblio cara Gabriella

che ognor dell’eloquenza aspergi ‘l seme.

Per te querida Juana la tua stella

nel firmamento di Granada splende

l’Iberica poesia si rara e bella. .

Ad Anna Chiara che dal crine pende

quel lauro verde di perenni fronde

che adornano le liete tue vicende.

Cullata nel mirar il suon dell’onde

Maria Cecilia splendida creatura

or mi rammento l’arie tue gioconde.

Della Maiella figlia imperitura

al sol pensarti Giusy io m’incanto,

perenne prato sempre in fioritura.

A dir di te Jacheddu, ho gran rimpianto

perché mi manca il dolce verseggiare

che armonico giungea per me quel canto.

Al bernesco Raimondo voglio dare

un grande grazie per l’ardite rime

con i tuoi versi cominciai a volare.

Nella Stiria d’Asburgico regime

orna di fasti nel tuo cuor mai spenti

mio caro Karl ti giungano alte stime.

Sempre prezioso dai mille argomenti,

padre onorato di si tal talento,

a te Lillino mando i complimenti.

A te Luigino il riconoscimento

per la rara costanza negli scritti

ti giunga dunque il mio ringraziamento.

///

Di pensieri dolenti in cuor trafitti

son questi versi, frutto di un momento,

figli di gioie sparse e di conflitti.

Lo sfogo mi dà gioia e gran fermento

parvon per qualche affanno il mio tributo

donde io possa trarne lenimento.

Ora che il crine mio ò già canuto

e nell’autunno mi dimora l’alma

spesso ripenso al bel tempo perduto.

Vanno gli umori a intorbidir la calma

quella che m’era spinta di una volta,

quella che gli anni ormai già ruga e spalma.

Assorto e nel pensar la mente avvolta

corro vagando in placidi sospiri

nell’estro mio, che volta e mi rivolta-

Salvatore Sini

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Published inPoesie in lingua Italiana

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