Salta al contenuto

TRASTULLI DELLA MEMORIA

Nato da un mortale oblio

a volte sprofondo,

dileguando gi attimi di vita

che il corpo m’ha concesso.

Ignaro, spesso il riso

s’affaccia sulle palpebre lontane,

colme d’orizzonti dispersi,

di muti pianti asciutti

e di silenzi che stagnano nell’anima.

Non fu forse l’oblio

del globo inviolato

nella ricerca fatua

d’albori eterni,

nascosti alla conoscenza

da ovattati lumi vagabondi

che lontano, mi condussero i passi?

Ed ora…

quasi disperso, persa l’ingenuità

dei trastulli della memoria,

ove nell’aria sempre avvolta

dal maestrale incessante,

correvano i miei tempi di gioia

che quel vento impietoso

trascinò lontano.

Altre aurore, diverse e divelte

accigliano le nostalgie incessanti,

posate sulle mie labbra gelide,

mute, nel rimpianto inclemente.

Mi rimangono i versi,

i miei versi scarni, ripetitivi,

singhiozzati all’infinito,

in forme diverse, è vero,

ma sempre miranti, con ossesso

verso l’ovest della mia terra lontana.

Please follow and like us:
Published inPoesie in lingua Italiana

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *