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VERSI ABBANDONATI

Il trascorso scorso della vita di mare

forse si è insediato nel mio plasma

quale fantastica e magica seduzione

determinata da addii e ritorni.

Nel certo dell’incerto, i lidi lontani,

le tonde isolette del Quarnaro,

le rupi scoscese di Formentera

il nero malinconico di Ponta Dalgada.

Tormentate solitudini d’abitudine marittima

sul mite “Mare Nostrum” rotte dagli sfocii

degli ardori ardenti dello Stromboli,

dal vento sibilante di Capo Teulada.

Il fascino tra Scilla e Cariddi,

tutte le baie, tutti i fiordi e i golfi,

gli orizzonti mattutini di sole biondo

ed il luccichio della luna sul mare piatto.

Stravaganti elementi navali, ora statici,

sogni invecchiati ma ancora vivi,

murate, tughe, parabordi e scotte,

radars, antenne, cappe e coffe.

Quale cumulo disordinato della memoria

ritornano dentro me “Uomo di mare”

ormai in preda della ruggine del tempo

ed al succube e possente groviglio di ricordi.

Per me siano frutti di soave emozione,

come cordame abbisciato e ordinato,

quale legame dell’estetismo poetico,

quale succo micidiale e normale

Navigando tra gli anfratti dell’oblio,

fornitemi di metafore e di versi,

perché spesso le mie deluse aspirazioni

sono un vascello squarciato e morente.

La mia apparenza, una nave in disarmo,

il mio incedere, un’elica frantumata,

il mio sentimento, un timone spezzato

ed il mio essere, un crocicchio di versi abbandonati.

Abbandonati sopra un relitto fluttuante.

Aspettando il tempo…aspettando l’epilogo.-

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Published inPoesie in lingua Italiana

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